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Exhibitions
Mostre personali
- 1992
Castelgrande Bellinzona CH
- 1993 Sala Comunale Camorino CH
- 1996 Galleria Palm'arte Muralto CH
- 1997 Galleria Mazzi Tegna CH
- 2000 Sala Comunale Vira Gambarogno CH
- 2001 Galleria La Nevera Gordola CH
- 2004 Isole di Brissago
CH
- 2005 La Galleria d'Arte Colora CH
- 2006 Biblioteca
cantonale Bellinzona CH
Mostre collettive
- 1984 Esposizione con Franco Lafranca
Galleria Hofer Basilea CH
- 1993 "Arte e Sacralità"
Sala Comunale Camorino CH
- 1995 "Nuovi Soci"
Galleria SPSAS Locarno CH
- 1996 "Biblioteca d'Artista"
Galleria SPSAS Locarno CH
- 1997 "Sotto le ali dell'Arte"
Galleria Matasci Tenero CH
- 1998 Galleria AAA Ascona CH
- 1998 "Cité international des arts" Parigi
FR
- 1999 "Arte alle soglie del nuovo millenio"
Primexpo Lugano CH
- 2001 "Muri vivaci" Gerra Gambarogno CH
- 2004 "Alelier d'artisti" Elisarion Minusio CH
- 2005 Galleria Pangeart Bellinzona CH
Opere pubbliche
- 1999 "Affresco" Sala comunale Vira Gambrogno
- 2002 "Cappella del gatto" Ascona
Pubblicazioni
- 1992 Catalogo a cura di Guglielmo Volonterio con poesie
di Fabio Pusterla
- 1993 Catalogo a cura di Dalmazio Ambrosioni
- 2000 "Cielo/Terra/acqua" per Ofima
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Gallery
Biography
- 1961 Nato a Vira Gambarogno
- 1975/1981 Centro Scolastico Industrie Artistiche di Lugano
(CSIA), diplomandosi
come grafico. Professione che svolge fino al 1988. Da allora
di occupa esclusivamente di pittura e illustrazione.
- 1995 Viaggio a Giava,
Indonesia
- 1997 soggiorno di studio alla Cité
International des Arts di Parigi
- 2001/2002 viaggi in Indocina
- Attualmente vive e lavora a Locarno
Recensione di Claudio Nembrini per Pangeart Bellinzona 2005:
Come e più di numerosi altri artisti,non solo della sua generazione,
lavora da isolato, nel chiuso dello studio a pochi passi dal ponte
sulla Maggia, tra Locarno ed Ascona. Lo spazio di vita e lavoro
è un luogo di ritiro o quasi, dentro il quale s'interroga e medita,
affronta la tela bianca o il supporto di carta, su cui imprime
segni e colori. Il temperamento dell'ancor giovane artista ha
questa allure solitaria: sembrano lontanissime le frenesie che
accompagnano la vita di molti suoi colleghi, intenti a conquistarsi
visibilità e, in più casi, un improbabile notorietà. Le preoccupazioni
di Tommasina toccano però il capitolo della sopravvivenza materiale:vivere
di pittura non è facile. Ma la passione, la fede, la dedizione
sono più forti di ogni altra cosa: la scelta è radicale. A questa
assolutezza non s'accompagna tuttavia un percorso espressivo lineare.
La scelta di poetica non si è fin qui focalizzata e precisata.
I registri stilistici convivono: Tommasina li alterna, senza restringerne
l'uso, ma ricorrendovi a fasi sucessive. Più che sul terreno linguistico,
gli elementi chiamati a dare continuità ai suoi cimenti sono da
individuare in alcuni "oggetti", per lo più organismi vegetali
o animali. L'artista li scruta nelle diverse fasi del loro ciclo,
dalla nascita alla morte. Dal momento del loro fulgore a quello
del declino, fino alla loro consunzione. E forse, ci pare, in
questo itinerario tra organico e disorganico, tra vita e morte,
lo soccorrono le varianti stilistiche: dall'oggettivazione quasi
fotografica alla decostruzione informale. Quel che di primo acchito
può sembrare un evidente eclettismo finisce per trasformarsi in
una esigenza espressiva che corrisponde, almeno fin qui, alle
interrogazioni del pittore di fronte alla condizione umana, alla
natura, al cosmo. Perché in fondo a questo processo, alla volontà
di darne testimonianza con i mezzi pittorici, riffiora il lungo,
ineludibile e irrisolto rapporto con il mondo organico, e di questo
grande e controverso capitolo Tommasina tende, nel tempo, a coglierne
i vari aspetti: da quelli naturali a quelli esistenziali.
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